Etimologia del cognome Tomaduz 

TOMADUZ

     Deriva da Tomàt, variante di Tomàs (italiano: Tommaso).
In friulano il suffisso (ùz), un tempo in uso, ha valore diminutivo-vezzeggiativo .
pirùz = pera piccola
frutùz = bambini piccoli
ciavalùz = cavallini

Tomaduz è un esempio di cognome di derivazione friulana.


Tomàs
Deriva da “Tommaso”. 

Tomàt  
Deriva da “Tommaso”. Anticamente, però, la voce Tomàt significava anche amante o, come si direbbe oggi, “moroso”.

Il Tomàt, infine, era una maschera del carnevale friulano.

Troviamo:

Nel 1429 “dal arec di Tomàt chaliar di Borch di Glemona a Udin”.

Nel 1562 “adì 21 Novembris morse il quondam Zuan fiolo del quondam Thomat Barano de Moiimaco”

Nel 1642 troviamo un Zuan di Tomat a Ciconicco di Fagagna.

Nel 1940 c’erano 14 famiglie portanti questo cognome sia ad Alesso di Trasaghis (1538 Daniel di Tomat; 1554 Daniele Thomat), che a Tenzone, 5 a Faedis, 4  Villa Santina. A Venzone nel 1443 si trova un Drea Tomac.

Attualmente questo cognome si trova nelle frazioni di Lauco, Tolmezzo, Udine, Cividale, Pagnacco, Mariano,Aquileia, Cervignano e si può trovare in una decina di altre località.

A Buja, Tomàt, dà due Toponimi:
case sulla discesa a destra della S.Stefano – Ario
casa, orto e arativo in Sottocolle  

Tommasi  

"Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Poi disse a Tommaso: " Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo, ma credente!".

E’ il celebre episodio evangelico nel quale l’apostolo, proverbiale campione di scetticismo e diffidenza, riceve in modo inequivocabile la rivelazione della Resurrezione da Cristo stesso.

E’ proprio l’umanità di questa esemplare vicenda di Gesù a promuovere, all’epoca delle prime comunità di cristiani, il culto del santo e la diffusione del nome Tommaso (base del cognome di grande espansione in tutte le regioni italiane e corredato da numerose varianti); dal XII secolo, tale nome, è inoltre sostenuto dalla devozione tributata a San Tommaso da Celano, uno dei primi compagni di san Francesco, del quale, tra l’altro, scrive due biografie, per toccare il massimo del prestigio nel secolo successivo con san Tommaso d’Aquino, teologo ed autore della “Somma teologica”, definito per sapienza e bontà “doctor angelicus”. In seguito Tommaso viene onorato dalla presenza di altri santi, fra i quali ricordiamo almeno san Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury.

  Il soprannome aramaico t’oma, “gemello”, reso in greco con Thomas, poi Thòmas, viene tradotto nelle versioni antiche del nome Tòmas e Tòma e nei derivati Tomato o Tomate, adattati nel dialetto locale veneto con Tomado e Tomà (oggi riflessi dalle varianti affermate nella regione);  forme queste dunque d’epoca più antica.

Thomas, diffuso in seguito con rinnovata fortuna dai Bizantini, assume fin dall’alto Medioevo le forme latine Thomasus e Tommasus che, attraverso la più antica Tomaso si assestano nell’attuale Tommaso.

·         Prime attestazioni e diffusione geografica: di difficile datazione, è diffuso in tutta Italia, con distribuzione più alta in Emilia, in Toscana, nel Salento e nel Veneto, dove sono affermate le forme Tomas (anche napoletana), Tomasi, Tomati, Tomate, quelle in  -uzzi e -utti  e Tommaseo.

·         Etimologia: il nome Tommaso, da cui è derivato il cognome, proviene dal termine aramaico t’oma, gemello”.

Varianti e derivati: Tomasi, Tomàs, To­ma, Tomàt, Tomate, Tomati, Tomadi, Tomà, Tomasich, Tommaselli, Tommasetti, Tommasini, Tommasutti, Tommasuzzì, Tommasoni, Tommaseo, Tomasello, Tomasin, Tomadini, Tomadoni, Tomaselli, Tomaini.  

 

 

 

  

  

 

Nascita del cognome Tomaduz

 

Sono almeno trecento i nomi di persona riportati nei documenti medioevali del territorio Cervignanese / Basso Friuli.

Analizzando le carte in modo statistico, si rileva subito l’uso frequente del solo nome proprio di persona negli elenchi più antichi (1081, 1180), ed un successivo, più ampio, utilizzo del cognome o di un post-nome nel trecento.  
La consuetudine dell’abbinamento: nome+professione o carica è un ulteriore passaggio intermedio fra l’uso del nome proprio e l’uso del nome+cognome o post-nome, specialmente fra quelle persone che godono di concessioni o benefici. Questo uso passa poi, con qualche ritardo, anche al ceto meno abbiente.  
E’ difficilissimo, se non impossibile, tentare di riconoscere fra i primi cognomi o post-nomi del 1081, qualche famiglia moderna (Bonzul, Morondum, Pezulomen, Privisirt…). Si possono però riconoscere i nomi propri, come Johannes, Petrus, Arnoldus, Ivvan, Whalterum …

E’ verso il 1300 che si possono trovare i primi veri cognomi ancora oggi in uso, come Floris, Blasuti, Zuanini, Pelegrini e Zanusii, ma questi si mescolano con altrettanti cognomi derivati da mestieri, da località o da nomi propri, come Andrean, Lucan, Michieluti e … Thomadusii.  

Per fare degli esempi sull’uso generalizzato del nome/cognome, ci viene incontro un documento molto importante, datato 1344, redatto dalla Badessa Rusticla del monastero di Santa Maria di Aquileia.  
L’atto riguarda il sistema dei censi, cioè l’obbligo di fornire quote di prodotti agricoli e/o denaro e/o prestazioni lavorative all’autorità, in questo caso ecclesiastica.  
In quegli anni il territorio di Cervignano, Terzo, Muscoli, S. Martino, Castions, Perteole, Monastero fino all’ Anfora, è amministrato dalla sucitata Badessa Rusticla, ed al suo monastero sono dovute le imposte. I versamenti sono effettuati nei giorni di Pasqua, Natale, S. Maria delle candele, S. Maria d’Agosto. A sua volta il monastero aquileiese versa la sua quota al Patriarca.  

E’ importante specificare che il documento menziona i singoli affittuari con il nome proprio, e solo in alcuni casi il cognome segue il nome.

I sette documenti che seguono, di cui è indicata la posizione notarile e la località di pertinenza, fanno parte del sucitato censo del 1344. Essi riportano alcuni casi dell’ uso accomunato del nome/cognome Thomadus. 
Delle sette persone citate, solo una di queste porta il cognome Thomadus, per le altre sei, la denominazione Thomadus è il nome proprio.
 

   

XXV. Tercio

 

“ Thomadus musetan. habet. I. mansum. pro quo solvit. III. staria. frumenti. IIII. staria. milei. pro manso. et. I. starium . milei. pro ronchis. IIII. staria. surgi. II. urnas vini. XXXVI. frix. II Galinas. XX. ova. I. operam. II. caraticos. et. II. pis. annone. pro. placitis. ”  

Traduzione: Thomadus Musetan ha (in affitto) 1 manso (podere di circa 24 campi) per il quale paga 3 misure di frumento, 4 misure di miglio per il manso e 1 misura per il ronco (zona disboscata), 4 misure di sorgo, 2 urne di vino, 36 frix (denari Frisacensi, di origine Austriaca), 2 galline e 20 uova, 1 opera (lavoro gratuito per il monastero), 2 carrattici (trasporto gratuito per il monastero), e 2 misure (pis) di segala, per placare (il debito).  
Nota: Thomadus è il nome proprio, mentre Musetan è il cognome.

     

 VII. Cirvignanum

 

“ Thomadus vidalet. et dominicus zuanut. habent. I. mansum. pro quo solvunt. staria. III.  frumenti. starium. I. fabarum. staria. V. milei.  staria. V. surgi. II. urnas vini. denar. XLIIII. Galinas. III. et. ova. XXX. II. operas. et. II. caraticos. vel. frix. VI. pis. I. anone pro placitis. ”  

Traduzione: Thomadus Vidalet e Domenico Zuanut hanno 1 manso per il quale pagano 3 misure di frumento, 1 misura di fave, 5 misure di miglio, 5 misure di sorgo, 2 urne di vino, 44 denari, 3 galline e 30 uova, 2 opere (lavoro gratuito per il monastero), 2 carrattici (trasporto gratuito per il monastero) oppure (in alternativa ai carratici) 6 denari, 1 misura di segala, per placare (il debito).  
Nota: anche in questo documento si possono identificare i due nomi propri (Thomadus e Domenico) e i due rispettivi cognomi (Vidalet e Zuanut) .

 

XXI. Cirvignanum

 

“ Thomadus […] et. Iuri. habent. I. mansum. pro quo solvunt. staria. IIII. frumenti. starium. I. fabarum. urnas. II. vini. staria. VI. milei. staria. V. surgi. frix. XLIIII. Galinas. III. et. ova.  XXX. […] II. caraticos. vel. frix. VI. pis. III. anone. pro. placitis. Item. idem. Iuri. pro. II. campis. et. dimidio. et. I. prato. in ronco novo. frix. XXXII. ”  

Traduzione: Thomadus [?] e Iuri (nomi propri) hanno 1 manso per il quale pagano: 3 misure di frumento, 1 misura di fave, 2 urne di vino, 6 misure di miglio, 6 misure di sorgo, 44 monete, 3 galline e 30 uova (…), 2 carratici (trasporto gratuito per il monastero) oppure 6 denari, 3 misure di segala per placare (il debito). Lo stesso Iuri per 2 campi e mezzo, e per 1 prato nel ronco nuovo, 32 denari.  
Nota: Non è definito il cognome. Thomadus e Iuri lavorano 1 manso in due, per il quale pagano lo stesso valore. Iuri paga anche 32 denari (frix) per un ulteriore pezzo di terra.

 

XXII. Cirvignanum

 

“ Item predictus thomadus. habet. dimidium. mansum. pro. quo. solvit. starium. I - ½ . frumenti. starium. dimidium. fabarum. I. urnam. vini. staria. II – ½ . milei. staria. II – ½. surgi frix.  XXII. Galinam. I - 1/2. et. ova. XV. I. operam. I. caraticum. vel. frix. III. pis. I anone. pro placitis. ”  

Traduzione:  Inoltre lo stesso Thomadus ha mezzo manso per il quale paga 1 misura e mezza di frumento, mezza misura di fave, 1 urna di vino, 2 misure e mezza di miglio, 2 misure e mezza di sorgo, 22 monete,  1 gallina e mezza, 15 uova, 1 opera (lavoro gratuito per il monastero),  1 carratico (trasporto gratuito per il monastero) oppure 3 denari, 1 misura di segala, per placare (il debito).  
Nota: Si tratta dello stesso Thomadus di XXI che, avendo un'ulteriore mezzo manso, paga la metà. Da notare la gallina e mezza.
 

 

XXV. Cirvignanum

 

“ Thomadus liam. abet. I. mansum. pro quo solvit. staria. III. frumenti. starium. I. fabarum. urnas. II.  vini. staria. IIII - ½. milei. staria. IIII – ½ . surgi. frix. XLIIII. Galinas. III. et. ova. XXX. II. operas. II. caraticos. vel. frix. VI. pis. II. anone pro placitis. “  

Traduzione: Thomadus Liam ha 1 manso per il quale paga 3 misure di frumento, 1 misura di fave, 2 urne di vino, 4 misure e mezza di miglio, 4 misure e mezza di sorgo, 44 denari, 3 galline e 30 uova, 2 opere (lavoro gratuito per il monastero), 2 carrattici (trasporto gratuito per il monastero) oppure 6 denari, 2 misure di segala, per placare (il debito).  
Nota: Come si può notare in tutti questi atti, solo la prima lettera del paragrafo è scritta in maiuscolo, tutte le altre, anche se si tratta del nome o del cognome (in questo caso LIAM), sono scritte in minuscolo.

 

XXXIIII. Cirvignanum

 

“ Iacobus thomadusii. habet. dimidium. mansum pro quo solvit. starium. I - ½ . frumenti. dimidium. starium. fabarum. urnam I. vini. staria. II – ½ . milei. staria. II – ½ . surgi. frix. XXII. Galinam. I –1/2. et. ova. XV. I. operam. I. caraticum. vel. frix. III. pis. I. anone. pro placitis. ”   

Traduzione: Iacobus Thomadusii ha mezzo manso per il quale paga 1 misura e mezza di frumento, mezza misura di fave, 1 urna di vino, 2 misure e mezza di miglio, 2 misure e mezza di sorgo, 22 denari, 1 gallina e mezza e 15 uova, 1 opera, 1 carrartico (trasporto gratuito per il monastero) oppure 3 denari, 1 misura di avena, per placare (il debito) .
Nota importante: Questo documento cita una persona di nome Iacobus (Giacomo) e di cognome Thomadusii. Questo documento è il più antico atto su cui viene documentato un cognome che per affinità potrebbe essere il precursore dell’attuale Tomaduz.

     

IIL. Cirvignanum

 

“ Thomadus decanus. et pupin. eius filius. abent. dimidium. mansum. pro quo solvunt. starium. I – ½ .  frumenti. starium. dimidium. fabarum. I. urnam vini. staria. II – ½. milei.  staria. II - ½ . surgi. frix. XXII. Galinam. I – ½. et. ova. XV. I. operam. I. caraticum. vel. frix. III. pis. II. anone.  pro placitis.  
Item abent.  I. mansum ubi morantur. pro quo. solvunt. libras. XV.  frix. II. operas. II. caraticos. vel. frix. VI. “
   

  Traduzione: Thomadus decano e Pupin suo figlio, hanno mezzo manso, per cui pagano 1 misura e mezza di frumento, mezza misura di fave, 1 urna di vino, 2 misure e mezza di miglio, 2 misure e mezza di sorgo, 22 denari, 1 gallina e mezza e 15 uova, 1 opera, 1 carattico (trasporto gratuito per il monastero) oppure 3 denari, 2 misure di avena, per placare (il debito).  
Inoltre hanno un manso nel paese di Morantum per il quale pagano libre (?), 15 denari, 2 opere, 2 caratici (trasporto gratuito per il monastero) oppure 6 denari.  
Nota: Il decano (l’amministratore della città), qui citato assieme al nome proprio del figlio, ha due appezzamenti terrieri, uno a Cervignano, l’altro nella vicina località di Morantum (Mortesins). Non è definito in che cosa consistessero le libbre (libras).

 

Questi documenti, quindi, dimostrano l’utilizzo del nominativo Thomadus sia come nome che come cognome. Ci permettono di comprendere meglio le dinamiche di trasformazione e di utilizzo delle denominazioni e, forse, Iacobus Thomadusii, citato nel “ XXXIIII. Cirvignanum ” è stato figlio o nipote di un Thomasus e di questo ha cristallizzato il nome.

 

  


      

Fonti bibliografiche:

   Mario Sala Galliani – Elena Moiraghi:         “Il grande libro dei cognomi Italiani”.

     Leone Dogo:                                            “Notiziario SADE” :

    Enos Costantini:                                        “Racolta Etimologica dei cognomi friulani”

    Antonio Rossetti                                        “Cervignano ed il suo antico territorio nel medioevo”

  

I documento originali provengono da:

Archivio Parrocchiale di Scodovacca
Archivio Parrocchiale di Terzo di Aquileia
Archivio Comunale di Aquileia
Archivio Arcivescovile di Gorizia
Museo Nazionale di Cividale
Museo Nazionale di Venezia